Prescrizioni Asl. Enti di vigilanza. Amianto. Caso pratico

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Quando ho iniziato a occuparmi di smaltimento amianto e progettazione di nuove coperture avevo delle difficoltà a relazionarmi con gli enti di vigilanza per quanto riguardava i cantieri, non sapevo esattamente come comportarmi nel gestire certe pratiche, non sapevo come mediare situazioni in cui gli enti di vigilanza premevano sull’azienda proprietaria dei manufatti contenti cemento amianto.

Queste mancanze creavano dei disagi, i tempi di consegna si allungavano i clienti si lamentavano e molte volte mi sentivo veramente in difficoltà e avvilito, avevo capito che non bastava essere bravo in campo tecnico o nei cantieri ma c’è tutta la parte amministrativa/burocratica che se non viene gestita adeguatamente mette in secondo piano il fatto di essere capace in campo tecnico.

Ho anche parlato con altre persone, che lavoravano nello stesso settore, di questo argomento e quasi tutti mi hanno detto di avere lo stesso problema.

Ho capito che bisognava trovare un modo per sistemare questa situazione, cosi ho cominciato a pensare a come potevo fare e la conclusione più logica per me è stata quella di lavorare maggiormente a stretto contatto con gli enti di vigilanza per capire quali sono le esigenze reali, le loro priorità ecc.

Col tempo ho imparato e questo ha determinato un buon miglioramento nel rapporto con i clienti perché tutta la parte burocratica/ amministrativa è stata inserita nel processo della vendita e consegna dei cantieri con risultato di tempi burocratici diminuiti e il cliente che si sente più tutelato anche da un punto di vista amministrativo.

Questo è veramente un valore aggiunto per i nostri clienti perché si prende cura di quella parte burocratica che fa sentire il cliente più tranquillo, tutelato e permette di avere le giuste risposte per una persona che non è pratica del settore bonifica amianto.

Infatti io non butto li sulla scrivania solo un preventivo al cliente ma seguo anche da un punto di vista burocratico dandogli quella consulenza che permette a noi di operare in modo tranquillo e a norma e lo stesso anche per te.

Dare questo appoggio si è dimostrato veramente utile, quindi l’ho inserito come prassi regolare nella gestione dei miei clienti e deve dire che è apprezzato e considerato fondamentale da chi ha lavorato con noi.

Magari non tutti sanno che se dovesse succedere che un mio dipendente si fa male in cantiere ne va di mezzo anche il cliente se non vengono prese le giuste misure di sicurezza nell’ intervento, questa è un informazione che non viene sempre detta ma per la legge è così.

In merito all’ appoggio burocratico di cui parlavo prima volevo raccontare in breve una storia di un ‘intervento che abbiamo fatto recentemente in cui la situazione fra il nostro cliente e l’ASL non era proprio in armonia.

Questa azienda quando ci ha chiamato aveva appena ricevuto l’ultimatum dall’ ASL infatti l’ansia della persona al telefono si percepiva.

La situazione si presentava cosi: quattro capannoni con copertura in cemento Amianto la cui valutazione dello stato di degrado era scadente e le valutazioni risalivano ad’ anni prima.

In questa situazione occorre bonificare l’amianto entro un anno.

A complicarla bisognava organizzare 80 dipendenti e tutto il materiale all’ interno dei capannoni.

Nel corso degli anni si è scatenata una lotta fra la nostra azienda cliente che chiedeva proroghe a i tempi di bonifica e l’ASL che non li voleva concedere.

Stando a i documenti dell’ASL entro un mese bisognava bonificare tutto cosa che era tecnicamente impossibile.

In conclusione avevamo due strade possibili, la prima era bonificare tutto insieme ma la spesa per il nostro cliente sarebbe stata insostenibile oppure provare a far ragionare quelli dell’ASL.

Abbiamo consigliato al nostro cliente di tentare la seconda strada infatti abbiamo fissato un incontro con il tecnico dell’ASL DI competenza.

All’ incontro cercando di mediare a quelle che erano le richieste dell’ASL e le esigenze del nostro cliente abbiamo raggiunto un accordo da noi proposto che ha soddisfatto entrambi le parti.

Abbiamo proposto di bonificare subito i capannoni “messi peggio” e fare degli interventi manutentivi agli altri per poi bonificarli l’anno successivo.

L’ ASL ha approvato e così è stato fatto.

Così il nostro cliente non si è dovuto accollare tutto il costo subito e l’organo di vigilanza ha ricevuto la certezza che l’amianto sarà bonificato.

Non tutti i casi, fortunatamente, si presentano in questo modo ma in questa situazione specifica il fatto di conoscere la tematica dell’amianto e le leggi che lo regolamentano ci ha permesso soddisfare il nostro cliente, l’ASL e da parte nostra abbiamo potuto progettare in nostro intervento e eseguirlo a norma.