Pannelli da copertura. Quali scegliere?

tegole rosse smaltimento amianto

 

La scelta del materiali dei pannelli da copertura

Nel momento in cui si decide di rifare il tetto della propria azienda il primo problema che sorge è che tipologia di metallo utilizzare.

Questa scelta deve essere presa in base alle condizioni geografiche e climatiche in cui si trova il tetto da rifare, la vicinanza al mare o l’esposizione ad agenti atmosferici importanti come neve o vento. Altri fattori da prendere in considerazione sono la resistenza all’abrasione causata da polveri o a quella degli agenti chimici presenti nell’atmosfera, soprattutto in contesti industrializzati La resistenza al fuoco oppure la capacità di isolare il tetto.

Come visto sopra i fattori che determinano la scelta di un materiale rispetto ad un altro devono tenere in considerazioni svariati aspetti non solo legati strettamente alla copertura in sé.

Al giorno d’oggi in commercio esistono numerose leghe metalliche che rispondono a diverse esigenze che il tetto deve avere, viste le diverse prestazioni a cui devono assolvere.

Le leghe metalliche si possono ricondurre ad un numero limitato di macro tipologie e le più utilizzate sono le leghe di alluminio, del rame e degli acciai inossidabili.

In questo articolo tratteremo dell’alluminio e delle sue leghe.

 

La caratteristica più nota dell’alluminio è la sua leggerezza, al contrario dell’acciaio, il suo peso specifico è ridotto di un terzo, motivo per il quale se ne è fatto largo uso nell’industria aerospaziale.

Ha delle ottime doti di resistenza alle basse temperature, mentre al contrario alle alte temperature le sue caratteristiche meccaniche tendono a diminuire.

Altra caratteristica peculiare dell’alluminio è la resistenza alla corrosione atmosferica in ambienti ad elevata acidità, come quelli urbani, industriali e in buona parte anche quelli marini. In pratica questo materiale sviluppa un ossido molto resistente, che aderisce perfettamente al metallo, che quindi può essere utilizzato senza particolari finiture o rivestimenti superficiali.

Negli ambienti marini in particolare si consiglia di utilizzare leghe di alluminio formulate appositamente perché il contatto degli ioni di cloruro provenienti dal mare, con l’alluminio formano i sali di cloruro, di aspetto biancastro e opaco, che non aderiscono al metallo, se non in minima parte, e corrodono in modo progressivo il manto di copertura in alluminio.

Altra caratteristica dei manti di copertura in alluminio è l’elevata conduttività termica, che in altre parole è la capacità del materiale alla resistenza termica che nel caso dell’alluminio è inesistente.

Questo comporta che il materiale non offra nessuna capacità di isolare il tetto dalla temperatura esterna sia in estate, quindi contro il calore, sia in inverno quando le temperature diventano rigide.

Questo comporta che al di sotto del tetto, gli ambienti si riscaldano e si raffreddano immediatamente al variare delle temperature esterne. In questo caso occorre predisporre al di sotto della copertura, degli elementi coibentanti che offrano uno scudo tra l’interno dello stabile e il tetto stesso.

L’alluminio e le leghe di alluminio in generale, si caratterizzano da elevati coefficienti di dilatazione termica.

Come è noto ogni metallo è caratterizzato da una variazione delle proprie dimensioni a seconda della temperatura a cui è sottoposto.

Questa variazione si chiama coefficiente di dilatazione termica.

Questo fatto è importante perché quando si sta progettando di rifare il tetto bisogna tenere conto di questo dato.

Esempio tanto per capirci: l’alluminio che negli ultimi anni viene largamente usato nelle coperture metalliche possiede delle ottime caratteristiche in termini di leggerezza e di prestazioni nel tempo, di contro ha un coefficiente di dilatazione termica più elevato di tutti i materiali da copertura.

Che cosa vuol dire questo?

Quale problema crea questo fenomeno?

Quando si monta una copertura per esempio  nel periodo estivo dove le temperature sono alte il materiale tende ad’ allungarsi mentre nel periodo invernale avviene l’ effetto opposto cioè la lastra si restringe.

Questo comporta che ci siano delle variazioni di lunghezza della lastra che possono arrivare fino a 12 mm creando delle fortissime sollecitazioni su i punti di fissaggio delle lastre alla struttura delle stabile, con la conseguenza che la lastra stessa esercita una forza di carico sulle viti stesse che può arrivare a 530 chili di pressione esercita.

Forse starai pensando che stiamo esagerando ma il dato è effettivamente importante ed è stato studiato da ingeneri strutturalisti e questa situazione mette a repentaglio la tua copertura perché queste variazioni del metallo e la forza che generano, durante la dilatazione, impatta sul punto di fissaggio e creano delle aperture nelle asole dove ci sono le viti e quando piove ti ritrovi l’ acqua dentro.

Morale della favola quando si deve progettare una nuova copertura bisogna prendere in considerazioni anche questo fattore.

Quindi se stai pensando di rifare il tetto della tua azienda e stai pensando all’alluminio quale materiale per la tua copertura, ricordati che:

 

  • L’alluminio è un materiale leggero versatile e riciclabile (positivo)
  • Ha un’elevata durata nel tempo (positivo)
  • Ha un ‘elevata conduttività termica (male non offre nessuna protezione dal caldo e dal freddo)
  • Ha un’elevata dilatazione termica (male perché bisogna progettare la copertura in modo che non crei problemi in futuro)

 

Inteco Srl