L’alternativa al pannello sandwich

 

I pannelli sandwich non sono sempre la scelta giusta da fare per rifare il tetto di un capannone.

Quando siamo in presenza di tetti con solai in laterizio, oppure che poggiano sulle famose travi a y, od ali di gabbiano, questo tipo di pannello non è consigliato.

Nel caso di ristrutturazioni di edifici già esistenti in cui il tetto originale non viene rimosso oppure quando siamo in presenza di tetti in amianto in cui non sia possibile la rimozione e smaltimento amianto, esiste un’altra soluzione per il rifacimento della copertura.

La soluzione per questo tipo di interventi è realizzare un pacchetto di copertura.

Ma che cos’è un pacchetto di copertura?

Intanto partiamo con il dire che la funzione principale del tetto è quella di proteggere dagli agenti atmosferici, quindi pioggia, vento, neve etc.

Inoltre deve avere la capacità di isolare l’ambiente interno dalle escursioni termiche dell’ambiente esterno e proteggerci dal rumore.

Ma come si ottengono tutte queste caratteristiche?

L’unico modo è partire dalla progettazione della nuova copertura, che deve tenere conto non solo delle caratteristiche generali del fabbricato, tipologia di costruzione, struttura del manto di copertura e funzione che deve svolgere, ma anche dei materiali più adatti.

Nei pacchetti di copertura gli elementi sono essenzialmente 2:

la lastre esterna e il materiale coibente.

Le lastre esterne, quello che andranno a formare il manto di copertura, sono generalmente profili metallici di sagoma predefinita, grecata, ondulata, Le lastre in metallo hanno delle caratteristiche funzionali molto vantaggiose, in particolare offrono un’elevata resistenza ai carichi, come la neve, il vento la grandine e garantiscono un’ottima pedonabilità, nei casi di manutenzione da fare sul tetto.

Queste lastre in metallo possono poi essere realizzate nelle varie leghe composte con altri metalli, come ad esempio la lega alluminio-zinco.

La maggior parte di questi prodotti hanno una notevole durata nel tempo, resistono all’azione dei raggi UV e all’azione degli agenti chimici presenti nell’atmosfera e soprattutto negli ambienti altamente industrializzati.

Fin qui abbiamo parlato dello strato più esterno del tetto, quello che ci fornisce la prima barriera contro l’esterno.

Ma come dicevamo prima l’altra funzione importante è la capacità di isolamento dalle temperature esterne.

Questa funzione viene svolta dal materiale coibente.

Vengono definiti coibenti o isolanti tutti i materiali in grado di ritardare-trattenere o di fermare la trasmissione del calore. Questa capacità è definita come resistenza termica.

I materiali isolanti si dividono in 3 categorie in base alla loro origine e possono essere di tipo vegetale come la fibra di legno, il sughero, di origine minerale come la lana di vetro o di roccia e gli isolanti sintetici come il poliuretano, il poliestere e il polistirene.

1) lana di roccia: è un prodotto naturale che nasce dalle eruzioni vulcaniche. La lava fusa quando è esposta alla temperatura ambiente si solidifica in una struttura compatta, quindi è un materiale del tutto naturale e non contiene nessun prodotto chimico. E’ incombustibile, non prende fuoco e non genera fumi o gas tossici. E’ dotato inoltre di un’ottima capacità di isolamento acustico e non assorbe umidità.

2) lana di vetro: a differenza di quella di roccia qui siamo in presenza di un materiale sintetico, cioè prodotto dalla fusione della silice, ricavata dalla sabbia. A differenza rispetto alla lana di roccia, se il materiale rimane esposto all’azione del vento, può generare perdite di fibre e quindi il suo potere di coibentazione. Per il resto sono prodotti similari.

3) il poliuretano espanso: è l’unione di due prodotti, uno è derivato del petrolio e l’altro è una miscela di ossidi e idrogeno, che insieme formano una schiuma alla quale viene aggiunta dell’aria che ne fa moltiplicare il volume di 30-40 volte. La forma più rappresentativa del poliuretano espanso sono i pannelli sandwich. E’ impermeabile all’acqua purchè non sia esposto direttamente alla pioggia e al vento, è combustibile, quindi in caso di incendi libera gas tossici. E’ il materiale con la più alta capacità di resistenza termica per cui è il materiale d’eccellenza per la realizzazione di coperture a risparmio energetico.

Tra questi materiali coibenti vanno citati anche il polistirolo il sugheo, il vetro cellulare, quest’ultimo particolarmente adatto negli ambienti dove è richiesta una sicurezza igienica elevata, essendo formato da materiale inorganico e non favorendo la formazione batteri e funghi.

Nella scelta del tipo di materiale isolante è importante non solo considerare le caratteristiche del materiale stesso, ma anche le caratteristiche della struttura da isolare.

Altro fattore da prendere in considerazione è il prezzo che per gli isolanti di origine vegetale è più alto rispetto a quelli di origine sintetica.

Ma come si realizza un pacchetto di copertura?

Per realizzare questo tipo di copertura occorre predisporre una nuova orditura, punti di aggancio, travetti o profili, sul tetto, alle quali vengono fissati le nuove lastre di copertura. Questi punti di aggancio o arcarecci, possono essere in legno oppure in acciaio.  Possono essere costituite da una o più strati sovrapposti che costituiscono la serie di appoggi sulle quali le lastre che formano il manto esterno, scaricano le sollecitazioni che ricevono.

Nel reticolo, scheletro, che si viene a creare dalla posa di questa nuova listellatura di sostegno, viene steso il materiale isolante che nella maggior parte dei casi è sotto forma di rotoli. Occorre prestare molta attenzione, in fase di progettazione, in modo da creare spazio utile all’interno della nuova orditura, per ricevere il materassino coibentato, in modo tale che non ci siano spazi vuoti o fughe, che potrebbero portare alla creazione di ponti termici e conseguenti fenomeni di condensa.

Foto di lavoro eseguito in provincia di Bologna di sovra copertura tetto in cemento amianto con fissaggio di nuova orditura, stesura del materassino in lana di roccia e posa delle nuove lastre di copertura.

 

Foto di lavoro eseguito in provincia di Forlì di sovra copertura in cemento amianto con realizzazione di nuova orditura in legno, posa del materiale coibente e delle nuove lastre di copertura.

Ti starai sicuramente rendendo conto che quando si parla di rifacimento di un tetto, il prezzo del materiale non è il solo elemento che discrimina un tipo di copertura da un altro: il fattore determinante diventa la progettazione del nuovo tetto, che come vedi deve prendere in esame vari aspetti. Da non sottovalutare anche la posa dei vari materiali che compongono il pacchetto di copertura che deve essere eseguita alla regola d’arte per non avere problemi un futuro. E l’esperienza e gli anni di posa qui fanno la differenza.

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